“Quando ho lavorato a Pierino e il Lupo mi consideravo un’animatrice, tuttavia oggi sono più una storyteller. Mi piacerebbe realizzare un adattamento della storia di La regina delle nevi, e magari anche un adattamento di Winnie The Pooh ma credo che la Disney non me lo permetterebbe”.
Ride esprimendo i suoi desideri Suzie Templeton, Premio Oscar per il miglior cortometraggio con il suo acclamato Peter & the Wolf, realizzato esattamente 20 anni fa, accompagnato dalla celebre musica di Sergej Prokof’ev. A lei è stato assegnato da Imaginaria, Festival Internazionale del cinema d’Animazione d’Autore che si è svolto a Conversano, in Puglia, dal 16 al 23 agosto, il secondo Premio alla Carriera 2026 della manifestazione, dopo la regista e animatrice inglese Joanna Quinn, membro dell’Academy Award e vincitrice di quattro BAFTA e tre Emmy, cui è andato lo stesso riconoscimento nel corso di questa 24° edizione.
Finire il sequel di The Monster of Nix, che Rosto ha lasciato incompiuto, per la loro figlia Rosie, il suo progetto. Il celebre regista e musicista olandese è scomparso prematuramente nel 2019. “Purtroppo, non ne ha avuto il tempo e mi ha chiesto di finirlo. Lo farò per esaudire il suo desiderio, anche se sarà diverso da come avrebbe fatto lui”. Oltre alla grande ammirazione per Miyazaki e Isao Takahata con sui sogna di lavorare, sui progetti futuri ha aggiunto, “vorrei produrre un film d’animazione con poche persone ma che allo stesso tempo sia grande ed è questo quello a cui sto lavorando attualmente”.
Imaginaria, uno dei festival qualificanti per gli Academy Awards, è ideato e promosso dall’associazione Atalante aps, con la direzione artistica di Luigi Iovane. La rassegna è realizzata con il sostegno del Programma Media Creative Europe, del MiC Direzione Generale Cinema, della Regione Puglia e del Comune di Conversano. Il cortometraggio Daughters of the Late Colonel (Germania/Regno Unito) di Elisabeth Hobbs ha vinto il concorso principale (International Short Film Competition) dell’edizione 2026, basato sull’omonimo racconto del 1920 di Katherine Mansfield. Un’opera in animazione dipinta a mano su carta, definita dalla giuria tutta al femminile (artiste, professioniste ed esperte del settore quali Joanna Quinn, Cristina Lima, Magda Guidi, Nancy Denney – Phelps e Deanna Morse) “un commovente inno all’emancipazione femminile e un gioioso antidoto alla perfezione inesorabile del mondo digitale”.
Durante il Festival anche un appuntamento dedicato a FAN – Festivals Animation Network, la rete internazionale che unisce cinque festival europei di animazione con l’obiettivo di promuovere il cinema d’animazione d’autore, sostenere nuovi talenti e favorire lo scambio culturale attraverso la collaborazione tra festival.
“Con il secondo round di finanziamenti, speriamo si aggiungeranno atri due festival, uno in Francia e uno a Malta”,
ha detto Vassilis Karamitsanis di Animasyros.
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