Gianluca Curti: CNA a supporto delle PMI

A seguito del recupero di ulteriori 200 milioni di euro per il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo nel biennio 2026–2027, Gianluca Curti, Presidente nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo, ha illustrato la posizione dell’associazione sul provvedimento e sui prossimi passi per il settore. Curti ha accolto positivamente il ripristino delle risorse, sottolineando al tempo stesso la necessità di regole più chiare, di una definizione più precisa dei produttori indipendenti e di strumenti di sostegno che tengano maggiormente conto delle differenze tra PMI indipendenti e grandi gruppi audiovisivi.

Cinema, Curti (CNA Cinema e Audiovisivo): bene il recupero delle risorse. Ora regole certe e percorsi distinti per le PMI indipendenti.

“Accogliamo con favore il recupero di ulteriori 200 milioni di euro per il Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo nel biennio 2026-2027. Ringraziamo il Governo, il Parlamento e, in particolare, i ministri Alessandro Giuli e Giancarlo Giorgetti, la sottosegretaria Lucia Borgonzoni e la Ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta per l’ascolto prestato alle istanze del settore e per il lavoro svolto”. Lo dichiara Gianluca Curti, presidente nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo.

”Come più volte auspicato dalla nostra Associazione, questo intervento restituisce alle imprese maggiore certezza e sicurezza nella programmazione delle attività, contribuendo a salvaguardare le produzioni e l’occupazione. Il recupero delle risorse rappresenta quindi un segnale importante per l’intero comparto”.

“È ora necessario proseguire il confronto con le istituzioni e le altre associazioni maggiormente rappresentative per rendere il sistema di sostegno sempre più efficace, equilibrato e coerente con le caratteristiche del tessuto produttivo nazionale. Tra le questioni centrali vi è la ridefinizione del perimetro dei soggetti realmente qualificabili come produttori indipendenti”.

“L’indipendenza – prosegue Curti – deve essere valutata attraverso criteri sostanziali, in coerenza con l’impostazione europea: l’assetto proprietario, il grado di autonomia economica e industriale, la dipendenza dai fornitori di servizi media audiovisivi e la titolarità dei diritti secondari. Non può invece dipendere esclusivamente dalla nazionalità o dalla giurisdizione del gruppo che controlla o al quale è collegata un’impresa. Ricordiamo che i finanziamenti al settore sono concessi in deroga alle norme sugli aiuti di Stato e sono pensati per aiutare le imprese indipendenti a rafforzare la propria patrimonializzazione ”.

“La nostra posizione non è assolutamente contro le grandi imprese, le multinazionali o i produttori non indipendenti, né intende sottrarre loro risorse o opportunità. Riteniamo però necessario riconoscere le differenze esistenti tra soggetti che hanno dimensioni, strutture e capacità economiche profondamente diverse. Ciascuno deve poter seguire il proprio percorso e competere all’interno di regole chiare, eque e proporzionate».

“I produttori realmente indipendenti e le piccole e medie imprese devono quindi poter accedere a strumenti e percorsi adeguati alle loro caratteristiche, distinti da quelli destinati alle grandi imprese e ai soggetti appartenenti a gruppi editoriali o audiovisivi, evitando che realtà profondamente differenti siano costrette a giocare nello stesso campionato”.

“CNA Cinema e Audiovisivo continuerà a offrire il proprio contributo al confronto istituzionale, affinché le nuove regole tutelino il pluralismo, la concorrenza e la diversità culturale e consentano anche alle PMI indipendenti di crescere, investire e competere realmente”.

Per CNA Cinema e Audiovisivo, il ripristino delle risorse rappresenta quindi solo una parte del più ampio confronto sul futuro del sistema di sostegno italiano. Gianluca Curti auspica un quadro che combini stabilità finanziaria, definizioni più chiare, un accesso più equo agli strumenti di sostegno e percorsi distinti per i produttori realmente indipendenti e le PMI, con l’obiettivo di tutelare la concorrenza, il pluralismo e la diversità culturale nel settore audiovisivo italiano.

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