Cannes Classic, l’Âge d’Or del Cinema del Futuro

Cannes Classic, aperta dalla co-produzione italo francese L’Âge d’Or, è stata quest’anno un po’ l’isola felice al 79° Festival di Cannes per l’Italia, del cui cinema si è molto lamentato e sentito la mancanza.

Nella sezione  dedicata a valorizzare il lavoro di conservazione svolto da società di produzione, detentori dei diritti, archivi cinematografici, cineteche e archivi nazionali di tutto il mondo, oggi parte essenziale della Selezione Ufficiale, c’erano sei titoli che coinvolgevano l’Italia. 

Tre film restaurati:  L’Innocente di Luchino Visconti, La Ciociara di Vittorio De Sica e Metti una Sera a Cena di Giuseppe Patroni Griffi, che ha visto anche l’intervento del suo sceneggiatore Dario Argento, al Fantastic Pavillion.

Tre nuove produzioni, di cui una interamente italiana, Vittorio De Sica – La vita in scena (Vittorio De Sica – Staging Life) di Francesco Zippel (l’unica al festival, assieme a Oh Boys di Antonio Donato), e due co-produzioni: L’Âge d’Or di Bérenger Thouin, e Nostalgia  for the Future di Brecht De Bachere.

Vittorio De Sica – La vita in scena (Vittorio De Sica – Staging Life) vanta  anche Wes Anderson fra i produttori esecutivi. Anderson è inoltre parte del ‘cast’ assieme a Ruben Östlund, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Brando De Sica, Maria Teresa De Sica, Andrej Zvjagincev, Andrea De Sica, Gian Luca Farinelli, Jean A. Gili, Francis Ford Coppola, Nicola Piovani, Luciano De Ambrosis, Carlo Verdone, Asghar Farhadi, Dominique Sanda,. Grazie ai loro racconti inediti, a rari materiali d’archivio, il film ripercorre la vita  e l’opera di De Sica, evidenziando la modernità del suo sguardo. E’ prodotto da Quoiat Films, Luce Cinecittà, Movimenti Production, Sky. Arriverà prossimamente nelle sale con Fandango Distribuzione, e successivamente sarà disponibile su Sky e NOW.

Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna è legato anche a L’Âge d’Or, prodotto dalla francese GoGoGo Films, di cui ha detto “Ci sarà un prima e un dopo questo film”. Ce lo rivela entusiasta la co-produttrice italiana Erica Capra, di GraffitiDoc: nella serata di apertura della sezione, Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes, lo ha definito un film straordinario. “E lo ha già prenotato per la Cinemateque di Lione!”

E’ un film di finzione, che ripercorre la storia del ‘900 attraverso le vicende di due donne anticonvenzionali, una francese (Souheila Yacoub), Jeanne, figlia di un macellaio e poi contessa, e una italiana, Celeste (Yle Yara Vianello) rivoluzionaria intrepida. La sua peculiarità sta, spiega Capra “nell’essere stato concepito a partire dagli archivi, essendo di fatto montato prima di essere scritto. Tutte le scene storiche, cioè, derivano da archivi di filmati documentari, dunque la storia è stata continuamente riscritta perché le scene di finzione si adattassero perfettamente e ne costituissero quasi un prolungamento, dal punto di vista della scenografia, delle luci, dei costumi. Le giunture sono così perfette che non si  accorge del passaggio dall’una all’altra.” Con un’estetica che si evolve insieme all’epoca e alla storia del cinema, perché il film inizia appunto nei primi anni del ‘900, vicino alla nascita del cinema, per l’appunto, e termina con l’alluvione di Firenze, nel 1966.

L’Italia è molto presente, metà del film è girato in Piemonte (con il supporto della Regione e di Film Commission Torino Piemonte), in tutti i castelli di Torino e dintorni, che “hanno mantenuto patina storica molto forte.” Fra questi, Palazzo Carignano, il Castello Ducale di Agliè, Castello Provana di Collegno, il Castello di Virle.

L’Âge d’Or è prodotto inoltre grazie al MIC, Eurimages, Canal+, Ciné+ OCS, Région Occitanie, Région Nouvelle-Aquitaine, Département de Lot-et-Garonne, Département de la Charente, Cinéventure. E’ venduto nel mondo da Films Boutique: in Francia sarà distribuito da Pyramide in novembre, in Italia arriverà ad inizio 2027 con Lucky Red. E’ stato venduto anche in Turchia a Bir Film.

Gli archivi sono quelli di Gaumont, che è partner del film. 

Sicuramente evocativo di Cannes Classic è il titolo Nostalgia for the Future, con cui il regista belga Brecht De Bachere fa una riflessione, affidandola alla voce narrante di Charlotte Rampling, sul valore delle immagini e il senso della costruzione di un archivio attraverso il lavoro del documentarista francese Chris Marker.

“Dobbiamo continuare ad interrogarci su ciò che è stato filmato, su cosa significava in quel momento e su cosa significa al giorno d’oggi. É necessario saper valutare il nostro passato per forgiare l’immagine del nostro futuro, è questo il senso del titolo: tornare ad un passato che non è accaduto e immaginare un futuro che non è accaduto.  

Nostalgia for the Future è prodotto dalla belga Visualatlantis in co-produzione con Cobra Film, con l’olandese Seriousfilm e l’italiana Ghirigori di Erika Rossi e Beppe Leonetti. Leonetti è anche il montatore del film

“Ci siamo conosciuti attraverso Archidoc, workshop organizzato da La Femis, e focalizzato sulla produzione di documentari attraverso gli archivi. – spiega De Bachere.- Abbiamo deciso di collaborare al mio primo film, Exprmntl, e adesso abbiamo ripetuto.”

Il film è inoltre sostenuto dal Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, dal Flanders Audiovisual Fund (VAF); The Nethrlands Film Fund (NFF); Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Fédération Wallonie-Bruxelles.

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