A quasi un anno dal suo esordio ad Alice nelle Città, I racconti del Mare, la commedia surreale ‘girata in mezzo al mare’ diretta e prodotta da Luca Severi con LSPG, arriverà nelle sale italiane con la LSPG Popcorn, la nuova divisione distributiva dello studio indipendente guidato dal giovane professionista veneto, con sede a Roma e Los Angeles (leggi qui l’intervista realizzata con lui un anno fa).
LSPG Popcorn ha fatto il suo debutto ufficiale alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, presentandosi per le vie del Lido con un simpatico carrellino pieno di pop corn.

E con due speciali ‘biglietti di visita’, ‘sfoderati’ alle Giornate degli Autori: 6:06 opera seconda di Tekla Taidelli, in Notti Veneziane, co-produzione Italia- Portogallo (fra Argo Film, Traky Film e Filmesdamente, con Film Algarve e Film Aim come produzioni associate) che racconta l’incontro di due anime caotiche e outsider all’interno di un viaggio verso il paese iberico, e Articolo 1, documentario di Luca Bianchini presentato in Confronti, che affronta il tema della sicurezza sul lavoro attraverso le storie delle persone che restano con il vuoto di chi di lavoro è morto, prodotto da Alveare e Rai Documentari.
“Due esempi diversi di cinema italiano indipendente, dotato di sguardo, linguaggi, e tematiche universali. – Racconta Severi.- Quella del lavoro mi sta particolarmente a cuore, perché è un filo rosso che tocca tutto quello che noi facciamo: credo nelle imprese cinematografiche come imprese, appunto, che producono lavoro, economia, possibilità. Che devono generare formazione e inserirsi in un circuito di sostenibilità intesa anche come sicurezza sul lavoro.”

Per Severi la sostenibilità sta anche nella produzione indipendente, dove indipendente “non è sinonimo di art-house (ecco spiegata la ragione dell’aggiunta della parola Popcorn al nome della società, n.d.r.), ma è una modalità di produzione. E’ un binario altro dove corre ogni tipo di treno, quindi anche l’intrattenimento”.
Produrre a basso budget, infatti, significa anche avere più possibilità di recuperare l’investimento in distribuzione.
I racconti del Mare ad esempio, “dopo un ottimo percorso festivaliero (che l’ha portato, fra l’altro a vincere la menzione special a Buenos Aires e a Calcutta), uscirà in novembre in 50 sale, che, “se lavorate bene, ci garantiranno il recupero sul mercato italiano”. Spiega Severi.

Entriamo dunque nel merito di una strategia distributiva ancorata ad un modello di business che si scontra “con un emisfero granitico da oltre 40 anni” (quello della distribuzione italiana, n.d.r.).
“I nostri film, che sono quelli ‘scartati’ dalla grande distribuzione, hanno bisogno di una strategia costruita su misura ogni volta, ognuno va trattato come un unicum, andando a cercare il suo pubblico specifico. Su Articolo 1 ad esempio, c’è bisogno di coinvolgere le associazioni e le realtà che trattano di lavoro.
Ne I Racconti del Mare abbiamo cercato una collaborazione con le associazioni dei migranti, con un’ orchestra che ha inciso e registrato le musiche per fare mini concerti prima e dopo le proiezioni, con le scuole di cinema, perché è l’esempio del film indie per eccellenza, girato letteralmente in mezzo al mare.

6:06 ha un pubblico più giovane, più aggressivo, attueremo una strategia di comunicazione più psichedelica.
Nei cinema intendiamo creare una dimensione da evento, trasformando la sala in un centro di discussione su un tema, di cui il film è solo uno degli elementi.”
Il modello è mutuato da tanti paesi europei: “Stiamo prendendo spunto da cose viste in Inghilterra, a Rotterdam, in Francia…e che in Italia , non riesco a capire perché, non si fanno.”
Sicuramente si tratta di una sfida ambiziosa che presuppone un investimento importante in comunicazione e marketing.
Il target sono sale piccole e d’essai, ma anche quelle grandi, da ‘presidiare’ per almeno una settimana. Impresa non semplice in un mercato affollato come quello dell’esercizio italiano.
“Devo ringraziare i tanti esercenti strutturati territorialmente che ci hanno dato fiducia. Con altri, invece, abbiamo fatto un accordo economico, affittando sostanzialmente la sala”. Racconta Severi.
La forza di LSPG è quella di essere un mini-studio, che conta oggi su 5 divisioni (oltre alla produzione e alla nuova distribuzione, c’è quella di post-produzione, produzione esecutiva, e publicity) e un team di 30 persone suddivise fra l’ufficio di Roma e quello di Los Angeles.
A capo del nuovo ramo distributivo, Paolo Teta, impegnato nei prossimi mesi in un tour dei mercati internazionali:
“Siamo adesso a Toronto, poi a Busan, Roma, all’ AFM, a Gedda a Singapore, e poi cominceremo il 2026 con Sundance e la Berlinale. Vogliamo essere capillari, farci conoscere ed imparare.” Continua Severi.
In questi giorni la LSPG è al lavoro sul set del nuovo film di Verdone targato Filmauro, di cui cura la publicity, “come di altri progetti internazionali che si gireranno a breve in Italia”.
E a questo proposito, rivela: “Vorrei riprendere a lavorare anche su territorio americano, visto che fondamentalmente in Italia collaboriamo con le major in questo settore: lo facevamo anche in USA ma ci siamo fermati con il Covid.”
L’intenzione di Severi è anche quella di rilanciare, a Los Angeles, i dipartimenti di produzione, post-produzione e publicity di LSPG, che sono rimasti più fermi con il blocco delle produzioni:
“Los Angeles, è una città che ha sofferto moltissimo negli ultimi anni, oltre che per la pandemia, per le proteste di Black Lives Matter, per gli scioperi di autori e sceneggiatori, per gli incendi…Ora ha una forza e un’energia rinnovata che vogliamo cogliere. Sta ripartendo tutto, noi abbiamo del personale appena assunto nel nostro ufficio, che lavora in sinergia con quello italiano e con la nuova LSPG Popcorn ”.
In sviluppo c’è già una co-produzione, nata proprio nell’ufficio di LA: “Don’t be a stranger è una commedia poetica diretta da Peter Herold, dove la storia assume la prospettiva di una sedia a rotelle “
E sono in valutazione altre due possibili co-produzioni fra USA e Italia:
“Anche questo elemento produttivo indica la discontinuità del nostro percorso: con gli USA quasi nessuno fa co-produzioni perché non c’è un trattato, mentre noi abbiamo fatto una scelta da outsider…” Scherza (ma non troppo) Severi.
Tornando al listino LSPG Popcorn, lo completano Have you seen me? road movie di Ekaterina Volkova; Hambre di Joanna Cristina Nelson, dramma intimista venezuelano, prodotto da Samarcanda, e Il Cannone della Pace di Paolo Bianchini, la storia del violino di Paganini detto il cannone, che diventò uno strumento di pace e fratellanza fra realtà lontane.