ARTE.TV La nuova serie girata a Venezia 82

Una serie-magazine realizzata durante la 82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e che avrà come protagonisti alcuni dei migliori ‘artisti del cinema’ e i registi di cui sono collaboratori. Conversazioni a due di una trentina di minuti: fra Sofia Coppola e la costumista Milena Canonero, fra Cuarón e il direttore della fotografia neozelandese Michael Seresin, fra Noah Baumbach e la sua co-sceneggiatrice Emily Mortimer, fra Gianfranco Rosi e il compositore Daniel Blumberg).

Le produce ARTE FRANCE in collaborazione con Cartier e sarà presto disponibile su arte.tv. Ne ha parlato Rémi Burah, Vice Direttore Generale della Divisione Coproduzione Cinematografica di ARTE FRANCE, all’interno del panel Meet the Streamers del Venice Production Bridge

Da canale tv franco-tedesco oggi ARTE è diventata una piattaforma a tutti gli effetti che propone anche  programmi solo online, video games, podcast…Una piattaforma diversa dai giganti dell’OTT, non solo nei contenuti ma anche nell’importante azione di editorializzazione di questi ultimi, una preziosa guida culturale per gli spettatori “che si orientano molto più difficilmente su Netflix ad esempio, i grandi streamers over producono e hanno cataloghi sterminati e non editorializzati”

Ciò detto, Burah precisa che non c’è nessun ‘veto’ alla collaborazione con i big streamers, “grazie alla cronologia dei MEDIA che abbiamo in Francia, una serie come En Therapie, ad esempio, è stata un successo per noi ed  è stata successivamente trasmessa su Disney+. 

Certo poi, il discrimine lo mettono i contenuti: stiamo producendo ad esempio una serie sul cinema art-house tema non così allettante per gli streamers ..

La direttiva europea, che ha posto l’obbligo per gli streamers di investire una percentuale dei ricavi nei territori dove li hanno realizzati, ha portato un grande vantaggio per i alcuni paesi, in particolar modo per quelli a bassa capacità produttiva, o dove il fondo nazionale costituisce praticamente l’unica fonte di sostegno per l’audiovisivo. E’ il caso del Portogallo, che ha applicato la direttiva tre anni fa stabilendo un 4% di obblighi di investimento che gli streamers devono riversare nei progetti dei produttori indipendenti (e un 1% nel fondo cinema nazionale).

La produttrice Pandora da Cunha Telles ha parlato della serie Netflix da lei prodotta con Ukbar Filmes, Turn of the Tide, scritta e diretta da talenti portoghesi, con riprese e VFX realizzati totalmente in  Portogallo, interpretata da giovani attori locali. “E’ nato tutto da un concorso di idee lanciato dal National Film Fund e da Netflix: sono arrivate 3000 candidature.” La serie, ambientata in un villaggio di pescatori alle Azzorre, dove l’affondamento di una barca piena di cocaina si trasforma in una rischiosa ed irresistible opportunità di arricchirsi per il giovane Edoardo, ha avuto così successo (al 10° posto fra le top world views di Netflix il 29 maggio 2023) che Netflix ne ha commissionato una seconda stagione (in arrivo il 17 ottobre), e una terza.

C’è invece chi scegli di non co-produrre con gli streamers per mantenere il controllo editoriale completo sulle proprie produzioni: è il caso di Dariusz Jabłoński, produttore di Apple Film Production e presidente dell’European Producers Club. “Abbiamo un mercato di streamers molto vivace in Polonia, dove presto o tardi finiscono anche i nostri film che sono decisamente  più arthouse. Ma preferisco dare ai film più tempo per il passaggio nei festival, l’uscita nelle sale… E mantenere i diritti.” Spiega, e continua: “Questo approccio ha portato spesso a situazioni di mutuo beneficio anche per quanto riguarda le serie: The Pleasure Principles, ad esempio, co-produzione televisiva internazionale (prodotta da Apple Film Production per CANAL+, Česká Televize e Star Media, con il supporto del Ministro della Cultura ucraino), girata a Varsavia, Pragua e la Costa del mar Nero vicino ad Odessa, è stata poi venduta da Beta ad ARTE.”

Adesso Apple Film Production sta completando una serie co-prodotta da Sky Show Time e la tv pubblica polacca: Glina – The New Chapter, della continuazione dell’iconica serie poliziesca Glina. “L’esatto esempio di un prodotto locale dal sapore internazionale, reso possibile dall’esperienza di Sky.” Uscirà il 16 ottobre in 20 paesi.

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