La sala cinematografica continua a svolgere un ruolo centrale nella valorizzazione dei film italiani, anche quando il loro percorso distributivo prosegue sulle piattaforme. È quanto emerge dalla ricerca promossa da ANICA e realizzata da ERGO Research, presentata nell’ambito del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo 2026, durante una conferenza ospitata nella Sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.
Tra i risultati più significativi dello studio, il dato secondo cui circa il 70% degli atti di visione delle novità cinematografiche sui servizi a pagamento riguarda film già distribuiti nelle sale. Una percentuale che sale al 92% per le produzioni italiane, evidenziando l’importanza del passaggio cinematografico nel percorso commerciale delle opere e la complementarità tra le diverse finestre distributive.
La ricerca è stata illustrata da Michele Casula, Co-founder and Partner di ERGO Research, e Alessandro Usai, Presidente di ANICA, che hanno approfondito le abitudini di consumo degli spettatori e il rapporto tra cinema, pay-TV e piattaforme digitali.
Cinema e streaming: il valore delle finestre distributive
Lo studio di ERGO Research si basa su un periodo di osservazione sperimentale di quattro settimane, durante il quale sono state analizzate le modalità di fruizione dei film sui servizi a pagamento, con particolare attenzione alle differenze tra i canali distributivi e alle preferenze delle diverse fasce d’età.
Alessandro Usai ha approfondito il ruolo delle finestre distributive, distinguendo tra uscita cinematografica, servizi pay-TV lineari e non lineari, prime visioni e titoli di catalogo, sia italiani sia internazionali.
Dai dati emerge come l’uscita in sala possa contribuire a costruire la riconoscibilità di un film, favorendone il successivo consumo attraverso altri canali.
Il percorso cinematografico non si esaurisce quindi con il risultato al botteghino, ma può proseguire nel tempo, intercettando pubblici differenti attraverso le piattaforme.
Una dinamica particolarmente rilevante per il cinema italiano, che trova nei servizi digitali ulteriori opportunità di circolazione e valorizzazione delle proprie produzioni.
Da “C’è ancora domani” a “Diamanti”: il successo in sala continua sulle piattaforme
La seconda parte della conferenza ha coinvolto alcuni dei principali operatori del mercato audiovisivo italiano: Margherita Amedei di Sky Italia, Tinny Andreatta di Netflix, Paolo Del Brocco di Rai Cinema, Livia Ferraro di Amazon, Federica Lucisano di Lucisano Media Group, Francesco Magini di The Walt Disney Company e Paolo Orlando di Medusa Film.
Al centro del confronto, il rapporto tra successo cinematografico e successive opportunità di distribuzione. Tinny Andreatta ha richiamato l’attenzione su film come C’è ancora domani e Diamanti, che dopo aver raggiunto risultati importanti nelle sale hanno continuato a suscitare interesse anche sulle piattaforme.
Il successo al botteghino può dunque contribuire a prolungare il ciclo di vita commerciale di un’opera, alimentandone la visibilità anche nelle successive finestre distributive. Allo stesso tempo, dal dibattito è emersa la necessità di distinguere tra le diverse tipologie di produzioni.
Non tutti i film italiani hanno lo stesso potenziale commerciale e la definizione delle strategie di sviluppo e distribuzione deve tenere conto delle caratteristiche dei singoli progetti e dei pubblici di riferimento.
Un ulteriore esempio della relazione tra cinema e streaming riguarda sequel, remake e reboot, la cui uscita può rilanciare l’interesse per i titoli precedenti. È il caso di Zootropolis 2, che ha contribuito a incrementare le visualizzazioni del primo film su Disney+, dimostrando come un nuovo lancio cinematografico possa generare valore anche per il catalogo delle piattaforme.
Misurare i consumi per superare la contrapposizione tra sala e piattaforme
Uno dei temi emersi durante la conferenza riguarda la necessità di superare la tradizionale contrapposizione tra distribuzione cinematografica e streaming. I dati presentati da ANICA suggeriscono infatti che i diversi canali possano svolgere funzioni complementari, contribuendo ciascuno a raggiungere specifiche fasce di pubblico e ad ampliare le opportunità commerciali delle opere.
In questa prospettiva, diventa fondamentale disporre di strumenti di misurazione condivisi e trasparenti, capaci di restituire una fotografia più completa dei consumi audiovisivi. La disponibilità di dati comparabili tra sala, televisione e piattaforme rappresenta infatti un elemento importante per orientare le strategie di investimento, acquisizione e distribuzione degli operatori.
La ricerca di ERGO Research offre così un contributo al dibattito sul futuro delle finestre distributive, evidenziando come il valore di un film debba essere considerato lungo l’intero ciclo di sfruttamento, senza limitarsi ai risultati ottenuti in una singola fase della distribuzione.
Lucia Borgonzoni: tutelare il valore del cinema e contrastare la pirateria
A concludere l’incontro è stata Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, che ha ribadito il valore artistico del cinema e l’importanza del lavoro svolto da tutti i professionisti coinvolti nella realizzazione di un film.
Borgonzoni ha sottolineato come ogni opera cinematografica sia il risultato di un processo creativo e produttivo articolato, che parte dallo sviluppo e attraversa tutte le fasi della produzione, distribuzione e promozione.
Nel suo intervento conclusivo, la Sottosegretaria ha inoltre condannato la pirateria audiovisiva, richiamando la necessità di proteggere il valore economico e culturale delle opere e il lavoro delle professionalità che contribuiscono alla loro realizzazione.
Il confronto promosso da ANICA al MIA 2026 ha quindi ribadito l’importanza di una visione integrata della distribuzione cinematografica, nella quale sala e piattaforme non rappresentano necessariamente modelli concorrenti, ma canali capaci di contribuire, attraverso modalità differenti, alla circolazione e alla valorizzazione del cinema italiano.
Continua a leggere: MIA 2026, rapporto APA: il mercato vale 16,8 mld, gli investimenti calano del -7,4% nel 2025