Canada&Italia a Venezia il set di Frankestein a Toronto

Oggi è il giorno dell’anteprima, in Concorso a Venezia 82. di Frankenstein di Guillermo Del Toro: del film si è parlato anche all’interno del panel Dual Lens: Italy and Canada Meet in Venice – Expanding Co-Production Pathways, che si è svolto stamattina allo Spazio Incontri del Venice Production Bridge, con l’obiettivo di evidenziare il potenziale di Toronto e del Canada come destinazione cinematografica e incrementare le già proficue opportunità di collaborazione con l’industria italiana. 

A condurre la discussione, Cristiano de Florentiis, fondatore e direttore artistico di IFCC (Italian Contemporary Film Festival) che si svolge ogni anno fra giugno e luglio a Toronto, e che quest’anno ha coinvolto Cinecittà nell’omaggio ai Manetti Bros, “una cooperazione che intendiamointensificare” ha dichiarato Roberto Stabile, responsabile dei progetti speciale di DGCA-Cinecittà

Frankestein è  il film che Guillermo da sempre desiderava girare, restando il più possible fedele al romanzo di Mary Shelly. E’ ambientato in Scozia, dove abbiamo girato però solo un paio di settimane: il 90% delle riprese si è svolto in Canada” ha detto Miles Dale, che con la sua Demilo Films aveva già prodotto La Forma dell’Acqua di Del Toro. Questa fedeltà al romanzo ha comportato un impegno produttivo notevole, necessario, ad esempio, per ricostruire la nave di 120 piedi di cui ha raccontato Dale. Uno sforzo reso possibile dal’esistenza di un “ecosistema stabile, dal punto di vista umano (possiamo contare su migliaia di professionisti) e tecnologico, non solo in Toronto, ma in tutta la regione dell’Ontario e a Montreal, con moltissimi teatri di posa, studi di post-produzione e di VFX.” Ha ricordato Dennis Berardi che con la sua Herne Hill si è occupato degli effetti speciali del film di Del Toro.

Berardi ha elencato vari esempi di grosse produzioni ‘condivise’ fra Italia e Canada, quali il prequel di The Omen, girato a Cinecittà e i cui effetti speciali sono stati realizzati a Toronto, o Assassin Creed. 

Effetti speciali di qualità combinati con un tax credit molto stabile ed efficiente, troupe affidabili e soprattutto, ribadisce il regista e produttore esecutivo Jeff F. King, degli studios di prima classe: è questo l’elemento che fa sì che sia un momento particolarmente promettente per chi intende girare in Canada.

A questo proposito, è intervenuto al panel Alfredo Romano produttore, con la moglie Moira, di ETV e responsabile, con la sua Castelpoint Numa dell’espansione dei Toronto Pinewood Studios che una volta completata metterà a disposizione dell’industria 16 teatri di posa e spazi di supporto per un totale di 500 mila metri quadrati. (Castelpoint Numa è anche responsabile della progettazione dell’edificio di Variety a Santa Monica)

A conclusione del panel, De Florentis ha consegnato alcuni premi del festival:  l’ICFF Jury prize a Familia di Francesco Costabile e Attilio De Razza, regista e produttore di Familia; l’ICFF People’s Choice Award a Napoli New York (l’hanno ritirato i produttori Isabella Cocuzza e Arturo Paglia di PACO Cinematografica).

Angela Prudenzi ha poi consegnato il Women in cinema Award a Viktoria Blank, fra i sei artisti visionari che si occupano di intelligenza artificiale e che hanno creato per il festival  una serie di video e installazioni confluite in Airtificial Visions (Through your Eyes quella della Blank, , evento di apertura del festival, svoltosi nella location immersiva dell’Illuminarium, nel Distillery District di Toronto.

Viktoria Blank è un’artista visiva nota per trasformare emozioni e coscienza sociale in immagini coraggiose e provocatorie attraverso una nuova tecnica di arte generativa avanzata: Dreamotika, sviluppata assieme a Emanuele Del Fio.

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