“L’industria dell’audiovisivo, che poggia sulle basi della nostra storia e della nostra cultura, crea sogni e magia, ma fa crescere anche il PIL e l’occupazione, e sono particolarmente felice di assegnare questo premio ad un attore giovane: è nostra intenzione invertire la rotta, al Ministero, e puntare decisamente su uno star system di giovani promesse negli appuntamenti internazionali”. Con queste parole Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato alla Cultura ha consegnato, ieri, 21 luglio, nella serata conclusiva dell’Audiovisual Producers Summit di Trieste, il Premio Maximo al Miglior Attore a Pier Paolo Spollon (interprete delle serie Rai Doc e Che Dio Ci Aiuti, prodotte da Lux Vide). E l’ha invitato a far parte “della nutrita delegazione di giovani talenti che porteremo, al Festival di Tokyo, il prossimo ottobre.”
Un ringraziamento al sottosegretario Borgonzoni arriva dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che “portando in giro questi appuntamenti promuove anche un turismo non di massa”, riferendosi al Summit triestino dedicato ai top players dell’industria audiovisiva, fortemente voluto da Borgonzoni. Fedriga ha consegnato il premio MAXIMO Excellence Friuli-Venezia Giulia, a Maurizio Tini, Ceo di FastFilm, e produttore della celebre serie La Porta Rossa, una coproduzione Rai Fiction – Garbo Produzioni: “Abbiamo scelto Trieste anche per volere del regista, Carmine Elia, e la città è diventata parte integrante della serie. Abbiamo poi girato qui anche Il Silenzio dell’Acqua, dunque si può dire che siamo qui ogni anno, e devo dire che il lavoro della Regione e della Film Commission è molto efficace: se alla prima stagione della serie, ogni euro speso sul territorio ne generava quattro, l’anno scorso questa cifra era raddoppiata.”
I Premi MAXIMO sono il riconoscimento ai maggiori protagonisti del settore che APA, l’Associazione Produttori Audiovisivi, ha assegnato per diversi anni nell’ambito del Roma Fiction Fest, e che ha deciso di ripristinare già dalla prima edizione (nel 2021 a Matera) dell’Audiviosual Producers Summit, che contribuisce ad organizzare assieme a Cinecittà, per la DGCA del MiC.

La sua neo-eletta presidente, nonché presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia (leggi qui) ha consegnato il premio al Miglior Film a Era Ora di Alessandro Aronadio, a Nicola Serra, Co-CEO e produttore Palomar e Riccardo Russo, CEO e Managing Director di Bim Produzione.
Se Era Ora fa parte del catalogo di film italiani di Netflix, di cui Tinny Andreatta ha parlato proprio a Trieste nel panel dedicato alle produzioni oringinali scripted e unscripted della società, Nicola Serra ha fornito anche un altro interessante esempio di una modalità produttiva fuori dagli schemi: quella adottata per That Dirty Black Bag, la serie spaghetti western creata da Mauro Aragoni, Silvia Ebreul e Marcello Izzo e girata nella Murgia.
“Abbiamo deciso di produrla senza un commissioner, investendo molto nella scrittura – fino ad un’ottava stesura, e nei contratti con i talent, con una cifra che si aggira intorno al milione di euro. Un rischio alto, ma praticabile nell’ottica generale di un 8, 10% del tuo portafoglio di produzioni. Credo che questo sia anche il mestiere del produttore indipendente, di crederci e di rischiare, altrimenti ci si appiattisce su un modello di service che non ha molto senso.” I risultati gli hanno dato ragione: la serie è stata venduto direttamente a AMC per AMC+, – rivela Serra.- E’ stato curioso che quando in America hanno mandato lo spot durante il Super Bowl, in Italia non la conosceva nessuno. Poi l’ha comprata Paramount + sia in Francia che in Italia, dove arriverà a breve anche in chiaro. E pian piano la stiamo vendendo in tutto il mondo.”
Il Premio MAXIMO al Miglior produttore è per Roberto Sessa, CEO di Picomedia, per la serie Mare Fuori (prodotta da Picomedia e Rai Fiction), “passata dal debutto silenzioso sulle reti generaliste al superamento di ogni record su Netflix, dove è rimasta nella top ten dei programmi più visti per 31 settimane. Questo è un caso win-win dove il servizio di streaming è salito a bordo come seconda finestra e dando alla serie una spinta formidabile.”
Migliore attrice è Elena Sofia Ricci, per il suo ruolo da protagonista nella serie I fiori sopra l’inferno – I casi di Teresa Battaglia, anche questa Made in Friuli, e tratta dal romanzo di Ilaria Tuti. Il premio è stato consegnato da Verdiana Bixio, Presidente di Publispei, che ha co-prodotto la serie con Rai Fiction. Bixio ha ringraziato la Film Commission “per averci aiutato a raccontare la storia dove la terra e la natura sono l’ennesimo personaggio.” E, ha confermato, ci sarà una nuova stagione.

Ci spostiamo invece in Piemonte, a Torino, per il Premio MAXIMO alla Migliore Serie che va a La legge di Lidia Poet, prodotta da Groenlandia, che ne sta girando adesso la seconda stagione, e diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. A ritirare la statuetta consegnata dal Presidente di APA Service Marco Follini sarà Matteo Rovere, CEO e produttore di Groenlandia.
Il Premio MAXIMO come Miglior regia è stato assegnato ex aequo a Stefano Lodovichi per la serie “Christian” (una produzione Sky e LuckyRed in partecipazione con Newen Connect) e a Elisa Amoruso e Julian Jarrold per la serie Disney+ The Good Mothers, prodotta da Wildside e House Productions e vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino (Leggi qui)
A consegnare il prestigioso riconoscimento il produttore e fondatore della Lucky Red Andrea Occhipinti.


Nuovo ex aequo per il Premio MAXIMO come Miglior Creatore, che è stato vinto da Andrea Di Stefano (per la serie Bang Bang Baby, una produzione Amazon original, prodotta da The Apartment e Wildside, entrambe società del gruppo Fremantle) e Elena Bucaccio (per Buongiorno, mamma!, una serie Mediaset prodotta da Lux Vide).
Barbara Pavone, Chief Marketing and Sales Officer di Lux Vide, ha rivelato che la serie, che ha superato i tre milioni di spettatori medi, è venduta in 27 paesi, fra cui la Spagna, il Brasile, il Medioriente. “E quest’anno, dopo la seconda stagione, abbiamo allargato le vendite ad altri paesi, e abbiamo venduto anche ad un’importante piattaforma di streaming italiana per la prossima messa in onda in agosto. Questo dimostra, proprio come l’esempio di Mare Fuori, che ci sono pubblici diversi e non c’è canninbalizzazione.”