IDM con Vermiglio un fondo per le candidature internazionali

Un nuovo fondo da 290 mila euro l’anno che potrà coprire fino al 50% delle spese per sostenere le candidature dei film finanziati dal Fondo di IDM Film & Music Commission Südtirol ai più importanti premi internazionali, quali gli Oscar, gli EFA e ai festival di Berlino, Cannes e Venezia. E’ nato in occasione della candidatura di Vermiglio di Maura Delpero, candidato italiano agli EFA e agli Oscar: ne ha parlato Francesca Andreoli, produttrice del film (con Cinedora) all’interno del panel The Great (South Tyrolean) Beauty che si è tenuto oggi, 9 ottobre al MIA.

E’ una delle novità, assieme al fondo dedicato alla musica, della struttura guidata da maggio scorso da Renate Ranze (leggi qui).

“La campagna Oscar è strutturata in tour internazionali si USA e Europa e comporta un enorme logistico organizzativo: IDM ha capito subito la problematica e la nostra necessità di risorse: basti pensare che noi abbiamo avuto a disposizione un budget totale di 500 mila euro, mentre per un film come Emilia Perez Netflix ha stanziato 50 milioni ” .

Vermiglio è stato un film che, su carta, “farebbe fuggire un produttore-, prosegue Andreoli, ma le sue difficoltà sono diventate paradossalmente i suoi punti di forza: la scelta linguistica del dialetto, gli attori non professionisti, un film in costume ambientato in tempo di guerra senza che questa si vedesse mai.”

 Altre risorse preziose sono state il fatto di lavorare con una troupe mista, in una co-produzione che ha coinvolto anche il Belgio e la Francia, oltre a due film commission che si sono integrate a favore del progetto (quella del Trentino, oltre a IDM). E una decisa presenza femminile sul set, anche in reparti a cui le donne storicamente accedono più difficilmente: “abbiamo avuto macchiniste, elettriciste, fotografe.”

L’importanza di impiegare e formare giovani donne, seguendo l’esempio della film commission altoatesina è stato sottolineato con vigore anche da Carlo Cresto Dina, produttore con la sua tempesta, di Elisa di Leonardo Di Costanzo, girato in Alto Adige, con un supporto del fondo di 500 mila euro, “a fronte dei quali abbiamo speso quasi un milione sul territorio, dando lavoro a 25 persone e contribuendo alla crescita delle maestranze locali che è una delle due cose preziose che una struttura come IDM permette.”

Da sx: Renate Ranzi, Carlo Cresto Dina, Francesca Andreoli, Markus Frings e Alessandra De Luca, che ha moderato il panel

L’altra, “che tutte le film commission dovrebbero cercare di ottenere, è la continuità del loro intervento: bisogna convincere i politici che dargliela è fondamentale per costruire una struttura interna di professioniste (uso molto volentieri il femminile in questo caso!) competenti che capiscono esigenze e difficoltà tempi del il nostro lavoro.”


Il produttore altoatesino Markus Frings, CEO di movie.mento che ha realizzato la serie tv Von Fock, girata principalmente al castello di Campo Tures in co-produzione con l’Estonia e la Lettonia, si considera “un po’ il prodotto di quella ‘coltivazione di maestranze locali’ di cui parla Carlo Cresto Dina. “Ho iniziato nel 2019 con un documentario su Reinhold Messner e adesso sono orgogliosamente diventato il presidente dell’associazione dei produttori altoatesini, con cui abbiamo deciso di unire le forze anche in partnership con IDM per diventare un punto di riferimento per la produzione audiovisiva in questo territorio, collegamento ideale fra il Nord e il Sud Europa, grazie anche alle nostre capacità multilingusitiche e multiculturali.”

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