L’assenza di Sean Penn alla 96° Notte degli Oscar, dove è stato premiato come Migliore Attore non Protagonista per Una Battaglia dopo l’Altra di Paul Thomas Anderson, perché, (riporta l’Ansa), diretto in Ucraina, e la presenza sul palco di Javier Bardem, che al momento della consegna dell’Oscar al Miglior Documentario a Mr Nobody against Putin di David Borenstein, si è espresso a favore di un Palestina Libera!: se questi sono stati forse gli atti più evidenti, di una cerimonia dove la politica è stata comunque il convitato di pietra.
Intanto nei due film che si contendevano il podio, Una Battaglia dopo l’Altra, che è uscito vincitore con sei statuette, fra cui, oltre alla sopra citata, quella come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura non originale, Miglior Casting (nuovo premio introdotto quest’anno e andato a Cassandra Kulukundis), Miglior Montaggio (ad Andy Jurgensen). E Sinners, che delle 16 candidature con cui sulla carta aveva ‘battuto’ il rivale, ne ha viste trasformate in Oscar quattro, seppur molto significative: Miglior Sceneggiatura Originale a Ryan Cogler, Miglior Attore Protagonista a Michael B. Jordan, Miglior Colonna Sonora a Ludwig Goransson, e Miglior direttrice della Fotografia a Autumn Durald Arkapaw. Per la prima volta una donna, e a una donna di colore il riconoscimento maggiore per questa categoria, per un film che usa l’horror, i vampiri e la musica per parlare della segregazione negli stati sudisti degli anni ’30 e quindi, evidentemente, dell’ oggi.
Due film che esprimono inquietudini politiche e sociali e che, ironia della sorte, ‘escono entrambi’ dalla ‘scuderia’ della Warner, lo studio più al centro dell’attenzione del momento, protagonista della battaglia Netflix-Paramount, vinta da quest’ultimo dopo mesi di trattatative, offerte e rilanci grazie ad un accordo da 31 dollari per azione su tutta la società, inclusa Cnn, del valore complessivo di 110 miliardi di dollari.
Migliore Attrice Protagonista è, come previsto (e sperato) l’irlandese Jessie Buckley, splendida interprete di Hamnet, altro period che ci parla molto anche dei giorni nostri. Nel giorno della Festa della Mamma nel Regno Unito, Buckely dedica il premio “al bellissimo chaos del cuore di una madre”. E scoppia in una risata, di gioia e nervosismo, nel ricevere la statuetta, proprio come farà Amy Madigan, Migliore Attrice non protagonista per l’oro Weapons.
E a una donna, produttrice, si deve anche la piccola presenza italiana fra i premiati: Valentina Merli, bolognese di stanza a Parigi, co-produttrice del corto live action Two People Exchanging Saliva.
L’APIC – Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio, esprime vive congratulazioni a Merli, sottolineando come il valore del premio sia rilevante per l’intero comparto del cortometraggio, segmento fondamentale della filiera audiovisiva globale.
“La vittoria assume inoltre un significato particolare alla luce delle dichiarazioni rilasciate dalla stessa Merli, che vive e lavora in Francia, dove ha sviluppato la propria attività produttiva. Nel commentare il premio, la produttrice ha infatti sottolineato come, a suo avviso, il cinema e la cultura in Italia non ricevano un sostegno adeguato, evidenziando come in Francia il settore venga percepito come maggiormente accompagnato e sostenuto dalle istituzioni.” si legge nel comunicato rilanciato da APIC, che ribadisce inoltre, “il proprio impegno istituzionale affinché anche in Italia i produttori indipendenti possano operare in un ecosistema industriale in grado di sostenere adeguatamente il genere cortometraggio.”
Assolutamente previsto, l’Oscar per il miglior film internazionale a Sentimental Value di Joachim Trier; alla Migliore Canzone originale, “Golden” da K Pop Demon Hunters (autori del brano sono Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy ParkOscar) che ha vinto anche come Miglior Film Animato. L’Oscar per i migliori effetti visivi va a Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett per Avatar: Fuoco e cenere. Frankenstein conquista la statuetta per la Migliore Scenografia (a Tamara Deverell e Shane Vieau), Migliori Costumi (Kate Hawley), Miglior Trucco e Acconciature (a Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey). L’Oscar per il miglior sonoro va a Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il Film.
Il Miglior Corto Animato è The Girl Who Cried Pearls; il Miglior Corto Documentario, All the Empty Rooms di Joshua Seftel e Conall Jones.