Un Concorso ‘solido’ fatto di titoli attesi e volti noti, alcuni dei quali per la prima volta a Venezia, e molti graditi ritorni: il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, ha presentato oggi alla stampa il programma della 82° edizione ( 27 agosto – 6 settembre), confermando la tendenza all’aumento dei film lunghi, moltissimi oltre le due ore.
Che va di pari passo con “l’aumento dei giovani spettatori che mostrano affetto e passione per questo festival: abbiamo registrato 2300 accrediti di studenti universitari” sottolinea il presidente della Biennale Pierangelo Buttafuoco. “Un segnale da incoraggiare: lo facciamo supportando il passaggio da spettatori a professionisti in grado di esprimere la propria creatività con Biennale College. Abbiamo appena lanciato Biennale College Blend, che punta alla produzione di progetti multidisciplinari (QUI IL BANDO ).”

“Assente dal 2017” al Lido è Kathryn Bigelow, che concorrerà con A House of Dynamite, o Park Chan-Wook, che torna a Venezia dopo ben 20 anni da Lady Vendetta con No Other Choice, ispirato al romanzo che ha dato vita anche a Il Cacciatore di Teste di Costa Gavras.
Remake di un film coreano è invece Begonia dove il prolifico Yorgos Lanthimos, che dopo il Leone d’oro a Povere Creature e a Coppa Volpi a Olivia Colman per La Favorita, torna a dirigere la sua musa Emma Stone, assieme a Alicia Silverston e Jesse Plemons in una storia di fantascienza.
Torna a Venezia dopo oltre 20 anni anche Jim Jarmusch “sembra incredibile, ma ha sempre prevalso Cannes, per cui ne siamo particolarmente felici” dice Barbera: il suo Father Mother Sister and Brother vanta nel cast Cate Blanchett, Vicky Krieps, Adam Driver, Charlotte Rampling.

Cinque i film italiani ambiscono al Leone d’Oro: l’apertura è per il già annunciato La Grazia di Paolo Sorrentino. Tornano in concorso anche Franco Maresco, con Un film fatto per Bene (prodotto da Lucky Red, Dugong Films e Eolo Film Production con il sostegno di MIC, Sicilia Film Commission e Apulia Film Commission); Pietro Marcello (il cui Martin Eden aveva valso la Coppa Volpi a Luca Marinelli nel 2019) con Duse, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, protagonista, quest’ultima, anche del film dichiusura della Mostra (Fuori Concorso): Chien 51 di Cédric Jimenez, regista di The French connection: uno shi-fi thriller ambientato in una Parigi distopica, con Luis Garrel e Gilles Lelouch.
Duse è è prodotto da Palomar, Avventurosa, Ad Vitam, Berta film, Rai Cinema, con il sostegno di Regione Lazio, Creative Europe, Fondazione Veneto Film Commission e venduto nel mondo da The Match Factory.

E ancora, il documentario del già Leone d’Oro Gianfranco Rosi, Sotto le nuvole “mosaico filosofico e appassionato in bianco e nero” dove le nuvole sono i fumi dei Campi Flegrei (il film è prodotto da 21UNO film, Stemal Entertainment, Rai Cinema con il supporto di Film Commission Regione Campania).

Torna a Venezia, Fuori Concorso, anche l’altro Leone D’oro a un film documentario della storia della Mostra: Laura Poitras, che con Mark Obenhaus traccia il ritratto di uno dei più famosi giornalisti investigativi americani Seymour Hersh in Cover-up.
Per la prima volta corre per il Leone D’oro Leonardo Di Costanzo con Elisa, una storia di redenzione e scoperta della verità che ha per protagonisti una giovane donna (Barbara Ronchi) in carcere da 10 anni per avere ucciso brutalmente la sorella e il criminologo Alaoui (Roschdy Dem) che conduce uno studio sui delitti in famiglia. Il film è una produzione Tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema, in coproduzione con la svizzera Amka Films Productions, con RSI Radiotelevisione svizzera/SRG-SSR. E’ stato realizzato con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo, con il supporto di Ufficio Federale della Cultura (UFC), con il sostegno di IDM Film Commission Südtirol, e sviluppato con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission, e il supporto di Ticino Film Commission.
Dall’Ungheria arrivano il premio Oscar László Nemes con Orphan, e l’Orso d’Oro Ildikó Enyedi con Silent Friend girato principalmente in un giardino botanico di Marburg in Germania, con diversi supporti (35 mm 16 mm e in digitale) e ambientato in diverse epoche, ruota attorno all’idea che il mondo vegetale abbia una profonda influenza sulle vite umane.
Dagli USA due sceneggiature scritte due celebri coppie, nella vita e nella professione: Jay Kelly che Noah Baumbach ha scritto con la moglie Greta Gerwig, interpretato da George Clooney Adam Sandler, Laura Dern, e The Testament of Anna Lee 70 mm di Mona Fastvold, scritto con il marito Bradley Corbet, una sorta di musical che ricostruisce la fondazione di una setta religiosa del 18° secolo.
Uno dei film più discussi e attesi è lo spettacolare Frankestein di Guillermo del Toro con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christopher Waltz.

Dalla Francia tre adattamenti letterari: The Wizard of the Kremlin che Olivier Assayas ha tratto dall’ omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, dove l’irresistibile scalata al potere di Putin viene restituita attraverso il personaggio fittizio del suo spin doctor, interpretato da Paul Dano, che recita assieme a Jude Law.
L’Étranger con cui François Ozon si arrischia in un nuovo adattamento di Camus dopo quello di Visconti del 1967: Benjamin Voisin, uno dei più talentosi giovani attori francesi avrà il ruolo che fu di Marcello Mastroianni.
E per la prima volta in Concorso, Valérie Donzelli con À Pied d’Oeuvre adattamento dell’omonimo romanzo di Franck Courtès.
Kaouther Ben Hania, regista tunisina di Quattro Figlie e de L’Uomo che vendette la sua pelle, presenta in Concorso The Voice of Hind Rajab storia vera della bambina che il 29 gennaio 2024 si trovò intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza, mentre i volontari della Mezzaluna Rossa, la madre e lo zio cercavano di mantenere il contatto con lei, facendo tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza. Il film è veramente emozionante, garantisce Barbera, e contiene la registrazione audio autentica di quelle chiamate strazianti.
Dalla Cina torna in Concorso Chi Shangjun, (Leone d’Argento alla Miglior Regia nel 2011 per People Mountain People Sea) con The Sun rises on us all; mentre l’attrice e modella taiwanese Shu Qi, si cimenta alla regia di Girl (Nühai).

Molto ricco il Fuori Concorso con After the Hunt di Guadagnino, In the hand of Dante di Julian Schnabel. Girato in Italia e a lungo bloccato per una disputa fra l’autore e suoi finanziatori, vanta nel cast John Malkovich Martin Scorsese, Gerard Butler, Oscar Isaac e Al Pacino, protagonista anche, assieme a Bill Skasgård, di Dead man’s Wire di Gus Van Sant. E ancora l’eccitante nuovo documentario di Werner Herzog, ambientato nella giungla angolana: Ghost Elephants.
Herzog sarà omaggiato a Venezia con il Leone D’oro per il Lifetime Achievement, così come Kim Novak, protagonista di Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe.
Due registe alla loro opera seconda marcano la presenza italiana nel Concorso di Orizzonti: sono Laura Samani con Un anno di scuola e Carolina Cavalli con Il rapimento di Arabella, prodotto da Elsinore Film con The Apartment – società del gruppo Fremantle e girato tra l’Emilia-Romagna e il Veneto, con il sostegno di Emilia Romagna Film Commission.
L’anno scorso due opere seconda di due registe italiane, il (poi) premiatissimo Vermiglio di Maura Delpero e Diva Futura di Giulia Louise Steigerwalt erano in gara per il Leone D’Oro (Vermiglio ha poi vinto quello d’Argento- Gran Premio della Giuria): “un ritorno indietro” secondo molte professioniste che hanno sottolineato con forza l’assenza di registe italiane dal Concorso. Per Barbera e l’organizzazione della Mostra, la selezione generale riflette piuttosto fedelmente le percentuali di genere delle candidature ricevute. E ha seguito prevalentemente il criterio della qualità. Indubbia quella dei film di Samani e Cavalli, più adatte però a gareggiare in Orizzonti.
Nessuna regista italiana neanche nei Concorsi principali de La Settimana della Critica (leggi qui) e delle Giornate degli Autori, che ne ospita due, Tekla Taidelli e Anna Negri in Notti Veneziane, la sezione dedicata alle anteprime italiane (leggi qui)

Un anno di scuola, liberamente ispirato al libro omonimo di Giani Stuparich, ha come protagonista Fred, una ragazza svedese che sconvolge l’equilibrio di tre amici all’ultimo anno di scuola. La location principale del film è stata l’I.S.I.S. Nautico “Tomaso di Savoia Duca di Genova – L. Galvani” di Trieste. Le riprese hanno inoltre coinvolto luoghi simbolo della città come i Topolini di Barcola, diverse vie dei rioni cittadini e, tra gli altri, lo Stabilimento Balneare Ausonia e la cittadina di Muggia. E’ una co-produzione Nefertiti Film con Rai Cinema, in coproduzione con la francese Tomsa Film e ARTE FRANCE CINÉMA, realizzata con il sostegno di FVG Film Commission – PromoTurismoFVG, Eurimages, MIC, Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, CNC, Île-de-France e Creative Europe Media. La distribuzione italiana è affidata a Lucky Red, mentre quella internazionale a Rai Cinema International Distribution.
Girato in Friuli, fra Pontebba, Tarvisio, Malborghetto, Valbruna, e Sappada, coinvolgendo oltre 20 maestranze locali e 500 comparse è anche La valle dei Sorrisi di Paolo Strippoli, ‘enfant prodige dell’horror italiano’ prodotto da Fandango e realizzato con il contributo di Lazio Cinema International e FVG Film Commission – PromoTurismoFVG.
Sarà la proiezione italiana di mezzanotte assieme a Orfeo di Virgilio Villoresi. Sono entrambi Fuori Concorso, assieme aL’Isola di Andrea di Antonio Capuano con Teresa Saponangelo, Vinicio Marchioni, Angela Migliucci, prodotto da Mosaicon Film, Eskimo, Indigo Film, Europictures con Rai Cinema e il sostegno di Film Commission Regione Campania.

La film commission Campania ha supportato inoltre, sempre Fuori Concorso, Portobello, la serie di Marco Bellocchio di cui si vedranno i primi due episodi, prodotta da Our Films, Kavac, ARTE France, in collaborazione con The Apartment Pictures; Nino. 18 giorni di Toni D’Angelo, prodotto da Isola Produzioni con Rai Cinema, Mad Entertainment, Stefano Francioni Produzioni (Cinema&Music); il cortometraggio in animazione di Alessandro Rak Rukeli, e, in Venezia Classici, Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci – prodotto da Parallelo 41 produzioni, Awen Films, Luce Cinecittà.
Completano il Fuori Concorso, Il Maestro di Andrea Di Stefano (prodotto da Indiana Production, Indigo Film e Vision Distribution), Ferdinando Scianna- Il fotografo dell’Ombra, documentario di Roberto Andò.
L’Italia è decisamente presente nelle quattro serie: oltre al sopracitato Portobello, ci sarà ll Mostro, la miniserie nata da un’idea dello scrittore e sceneggiatore Leonardo Fasoli e del regista Stefano Sollima, e ricostruita sulla base dei procedimenti e delle indagini ancora in corso, la serie sfiderà la verità di una delle più lunghe e complesse indagini italiane sul primo e più brutale serial killer della storia del Paese, esplorando il racconto degli omicidi avvenuti tra il 1974 e il 1985. Le riprese in Toscana sono state realizzate a novembre 2023, per circa dieci giorni. Fra il capoluogo toscano (piazza San Firenze, l’ex Corte d’Appello in via San Gallo, Cimitero di Trespiano), Signa, Mercatale Val Di Pesa, San Casciano in Val di Pesa, Campi Bisenzio.
Enrico Maria Artale, dopo Il Terzo Tempo e El Paraíso torna a Venezia come regista della serie francese Un Prophète, ispirata al capolavoro di Jacques Audiard.
Nello speciale Cinema&Musica, Nino D’Angelo sarà in compagnia di Piero Pelù (protagonista di Rumore Dentro di Francesco Fei) e Francesco De Gregori (Nevergreen di Stefano Pistolini).

Fra i quattro film prodotti da Biennale College (con un budget di soli 200 mila euro) che saranno presentati alla Mostra del Cinema, c’è Agnus Day di Massimiliano Camaiti, prodotto anche da Cinemaundici e venduto da True Colours Glorious Films.